Descrizione
timbro_Regolamento di Istituto aggiornato 2025-26
REGOLAMENTO DI ISTITUTO A.S. 2025/26
AGGIORNAMENTO
PREMESSA
La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l’acquisizione delle conoscenze e
lo sviluppo della coscienza critica; è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale,
informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa
ognuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza,
la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle
situazioni di svantaggio, in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione
internazionale sui diritti dell’infanzia di New York del 20 novembre 1989 e con i principi generali
dell’ordinamento italiano. La comunità scolastica, interagendo con la più ampia comunità civile e
sociale di cui è parte, fonda il suo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni
insegnante-studente, contribuisce allo sviluppo della personalità dei giovani, anche attraverso
l’educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione dell’identità di genere, del loro senso di
responsabilità e della loro autonomia individuale e persegue il raggiungimento di obiettivi culturali e
professionali adeguati all’evoluzione delle conoscenze e all’inserimento nella vita attiva. La vita della
comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul
rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione, nel
ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale. Al fine di realizzare le finalità su indicate, il
presente Regolamento d’istituto vuole fissare i criteri fondamentali relativi all’organizzazione di tutta
l’attività didattico-educativa e di quella amministrativa; vuole, inoltre, indicare diritti e doveri di tutto
il personale scolastico e degli alunni circa la convivenza democratica, l’igiene e la sicurezza.
PARTE PRIMA
Regolamento del Consiglio d’Istituto
ART. 1
Il Consiglio d’Istituto, nelle scuole con meno di 500 alunni, è costituito da 14 componenti, di cui
6rappresentanti del personale docente, uno del personale amministrativo o ausiliario,6 dei genitori
degli alunni e il Dirigente scolastico.
Il Consiglio d’Istituto elegge nel suo seno la Giunta Esecutiva, composta da un docente, da un non
docente e da due genitori. Della Giunta fanno parte di diritto il Dirigente Scolastico, che la presiede
ed ha la rappresentanza dell’istituto e il Direttore dei servizi generali e amministrativi che svolge
anche funzioni di segretario della Giunta.
Il Consiglio di Istituto elabora e adotta gli indirizzi generali e determina le forme di
autofinanziamento della scuola; approva il Programma Annuale e il Conto consuntivo e stabilisce
come impiegare i mezzi finanziari per il funzionamento amministrativo e didattico. Spetta al
Consiglio l’adozione del regolamento interno dell’istituto, l’acquisto, il rinnovo e la conservazione di
tutti i beni necessari alla vita della scuola, la decisione in merito alla partecipazione dell’istituto ad
attività culturali, sportive e ricreative, nonché allo svolgimento di iniziative assistenziali.
Fatte salve le competenze del Collegio dei Docenti e dei Consigli di Intersezione, di Interclasse e di
Classe,ha potere deliberante sull’organizzazione e la programmazione della vita e dell’attività della
scuola, nei limiti delle disponibilità di bilancio, per quanto riguarda i compiti e le funzioni che
l’autonomia scolastica attribuisce alle singole scuole. In particolare, con la nuova riforma
scolastica (legge 107/2015), approva il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF),
elaborato dal Collegio dei Docenti, e sceglie un docente e due genitori come componenti del
Comitato per la valutazione dei docenti.
Inoltre,il Consiglio d’Istituto indica i criteri generali relativi alla formazione delle classi e
all’assegnazione dei docenti alle classi.
ART. 2
La Giunta Esecutiva ha il compito di proporre al consiglio d’istituto il programma annuale
(bilancio preventivo) con apposita relazione di accompagnamento.
Prima convocazione del Consiglio di Istituto: La prima convocazione del Consiglio di Istituto è
disposta dal Dirigente Scolastico. Detta convocazione ha luogo dopo la decisione dei ricorsi
eventualmente presentati e, comunque, non oltre il 20°giorno dalla data in cui sono stati proclamati
gli eletti.
Presidenza del Consiglio di Istituto: Nella prima seduta il Consiglio, presieduto dal Dirigente
Scolastico, elegge a maggioranza assoluta, tra i rappresentanti dei genitori (membri del
Consiglio),il proprio residente. Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il
Presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti.
Permanenza in carica e continuità di funzionamento: Il Consiglio di Istituto, scaduto per
compimento del triennio, resta incarica sino all’insediamento del nuovo organo; i membri decaduti
per perdita dei requisiti di eleggibilità, sono nel frattempo surrogati.
Decadenza dalle cariche: Il Consiglio di Istituto, dopo tre assenze consecutive non giustificate,
dichiara i vari componenti decaduti e provvede alla loro sostituzione. All’inizio dell’anno
scolastico il Consiglio di Istituto provvederà alla sostituzione dei genitori o dei docenti che hanno
perso i requisiti necessari per far parte del Consiglio di Istituto, mediante surroga con il genitore o
il docente al primo posto tra i non eletti.
Decadono dalle cariche elettive i membri dei Consigli di Classe, Interclasse e Intersezione e del
Consiglio di Istituto che per qualsiasi motivo cessano di appartenere alle componenti scolastiche. I
genitori decadono dalle cariche elettive il 31 agosto successivo al conseguimento del titolo finale
di studio da parte dei figli.
ART. 3
Il Presidente del Consiglio assicura il regolare funzionamento del Consiglio stesso e svolge tutte le
necessarie iniziative per favorire una gestione democratica della scuola e nella piena realizzazione
dei compiti del Consiglio. In particolare:
• convoca il Consiglio in seduta ordinaria ed è tenuto a disporre la convocazione straordinaria
quando ne riceva richiesta scritta dalla maggioranza dei membri del Consiglio, contenente
l’indicazione degli argomenti da trattare, entro 5 giorni dalla richiesta;
• dichiara aperta la seduta, ne presiede le riunioni e adotta tutti i necessari provvedimenti per il
regolare svolgimento dei lavori;
• affida le funzioni di segretario della seduta ad un membro del Consiglio. Il segretario ha il
compito di redigere il processo verbale dei lavori e di sottoscrivere, unitamente al Presidente, gli
atti e le deliberazioni del Consiglio.
In caso di assenza del Presidente, il Consiglio è presieduto dal vice-presidente, qualora eletto, o,
quando sia assente anche quest’ultimo, dal consigliere più anziano tra i rappresentanti dei genitori.
Se, per qualsiasi causa, non sia presente nel Consiglio d’Istituto la rappresentanza dei genitori, il
Consiglio è presieduto dal consigliere più anziano di età, a norma dell’art.2 del decreto
interministeriale 28 maggio1975.
ART. 4
Modalità di convocazione del Consiglio: La convocazione del Consiglio viene effettuata con
notifica ai diretti interessati, tramite pubblicazione all’albo pretorio del sito istituzionale e/o con
invio di e.mail, almeno cinque giorni prima della seduta, con l’indicazione dell’ordine del giorno e
dell’orario.
ART. 5
Formazione dell’ordine del giorno: L’ordine del giorno della convocazione è formulato dal
Presidente e deve contenere gli argomenti eventualmente proposti dai singoli consiglieri. Lo stesso
ordine può essere integrato all’inizio della seduta da ogni consigliere, per argomenti di particolare
urgenza e importanza, se deliberato all’unanimità da tutti i componenti presenti.
ART. 6
Numero legale: Per la validità dell’adunanza è richiesta la presenza della maggioranza dei
componenti il Consiglio d’Istituto. Nel caso di mancato svolgimento dell’intero ordine del giorno, si
aggiorna la seduta ad una data che viene stabilita prima di sospendere l’assemblea. Le deliberazioni
sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi. Nel caso di parità prevale il voto
del Presidente.
ART. 7
Interventi esterni: Il Consiglio, a maggioranza, può sentire, a titolo consultivo, gli esperti esterni
che operano nella scuola, il DSGA e i docenti che possano dare chiarimenti o suggerimenti su un
determinato argomento all’ordine del giorno. La presenza dei suddetti esperti deve essere limitata
alla trattazione specifica dell’argomento.
Pubblicità delle sedute: Alle sedute possono assistere gli elettori delle componenti rappresentate
nel Consiglio, a porte chiuse.
ART. 8
Processo verbale e pubblicazione degli atti: Di ogni seduta è redatto, a cura del segretario, il
processo verbale che deve essere depositato, per la pubblicazione al l’interno dell’area riservata del
sito della scuola, entro e non oltre 10 giorni dalla seduta e viene approvato, con eventuali rettifiche,
nella seduta successiva.
ART. 9
Interferenze: È espressamente escluso qualunque accertamento su comportamenti specifici di
persone operanti nella comunità scolastica e qualsiasi interferenza, da parte del Consiglio d’Istituto,
nelle competenze disciplinari delle Autorità scolastiche.
ART. 10
Dimissioni: Le dimissioni dei membri del Consiglio d’Istituto devono essere presentate per iscritto
al Presidente, che le accetta con riserva e le sottopone alla valutazione del Consiglio. Le dimissioni
del Presidente devono essere presentate dal medesimo per iscritto al Consiglio che ne prende atto e
dispone in merito.
ART. 11
Revoca del mandato al Presidente e dai componenti della Giunta: Il Consiglio a maggioranza
assoluta dei componenti incarica, può revocare il mandato al Presidente e/o ai membri della Giunta,
sulla base di distinte mozioni di sfiducia poste all’ordine del giorno su richiesta scritta di almeno un
terzo dei consiglieri. Qualora la mozione di sfiducia sia rivolta al Presidente, il Consiglio sarà
presieduto dal vice-presidente.
ART. 12
L’ORGANO DI GARANZIA interno alla Scuola, di cui all’art. 5, comma 2, dello Statuto delle
studentesse e degli studenti, è eletto dal Consiglio d’istituto, è presieduto dal Dirigente Scolastico
ed è composto da due docenti e da due genitori. Le sue funzioni sono: a) prevenire ed affrontare
tutti i problemi e i conflitti che possano emergere nel rapporto tra studenti ed insegnanti ed avviarli
a soluzione; b) esaminare i ricorsi presentati dai Genitori degli Studenti o da chi esercita la Patria
Potestà in seguito all’irrogazione di una sanzione disciplinare a norma del regolamento di
disciplina. Il funzionamento dell’O.G. è ispirato a principi di collaborazione tra scuola e famiglia,
anche al fine di rimuovere possibili situazioni di disagio vissute dagli studenti. I provvedimenti
disciplinari, secondo le integrazioni e modifiche apportate all’art. 4 del D.P.R. 249/98 dall’art. 1
del D.P.R. 235/07, hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità
ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica nonché al recupero dello
studente attraverso attività di natura sociale, culturale ed in generale a vantaggio della comunità
scolastica. Il D.P.R. 235/07 inserisce nello Statuto un art. 5 – bis con il quale si introduce il Patto
educativo di corresponsabilità, finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e
doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie e il cui obiettivo
primario è quello di impegnare le famiglie, fin dal momento dell’iscrizione.
PARTE SECONDA
Organi collegiali
ART. 13
Per quanto attiene alle competenze dei singoli OO.CC., valgono le disposizioni del T.U. 297/94.
Ciascun Organo Collegiale opera in forma coordinata con gli altri e programma la propria attività, in
rapporto alle proprie competenze.
COLLEGIODEI DOCENTI
Il Collegio Docenti è composto da tutto il personale insegnante a tempo indeterminato e determinato in
servizio nell’istituto ed è presieduto dal Dirigente Scolastico, il quale attribuisce le funzioni di
Segretario ad uno dei docenti eletti fra i collaboratori. Il Collegio Docenti è convocato secondo le
modalità e per le competenze previste dall’art.7 del T.U.297/94 e dalle norme di legge. La
partecipazione dei docenti alle riunioni è obbligatoria.
ART. 14
ARTICOLAZIONI FUNZIONALI DEL COLLEGIO DEI DOCENTI
Per migliorare la qualità dei servizi offerti dall’Istituto e per valorizzare le risorse umane, il Collegio
dei Docenti può articolarsi in Commissioni o Gruppi di lavoro per l’analisi di particolari situazioni e
per la preparazione dei lavori in tutte le materie per le quali ha competenza. Tali articolazioni
funzionali del Collegio dei Docenti sono presiedute dal Dirigente Scolastico o da un docente delegato
con funzione di referente.
ART. 15
CONSIGLIO DI INTERSEZIONE E DI INTERCLASSE
Il Consiglio di intersezione per la scuola dell’infanzia o di interclasse per la scuola primaria, presieduto
dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato, è formato dal gruppo dei Docenti e dai Rappresentanti
eletti dai genitori, si riunisce di norma ogni bimestre. Le riunioni del Consiglio di Intersezione o di
Interclasse sono programmate all’inizio di ogni anno scolastico. Dura in carica un anno.
Al Consiglio di Intersezione o di Interclasse spetta:
Formulare proposte al Collegio Docenti in ordine all’azione educativa e didattica.
Agevolare i rapporti tra Docenti, Genitori ed Alunni.
Esprimere parere sull’adozione dei libri di testo.
Dare parere sui progetti presentati dai Docenti.
Verificare, bimestralmente, l’andamento complessivo dell’attività didattica nelle sezioni o nelle
classi.
Approvare interventi di esperti, viaggi e visite d’istruzione, adesione a progetti e iniziative che
provengono dal territorio.
Al Consiglio di Intersezione o di Interclasse, con la sola presenza dei Docenti, spetta:
Realizzare il coordinamento didattico.
Agli insegnanti di ogni sezione o classe spetta:
La compilazione dei registri on-line.
La programmazione annuale e le programmazioni individualizzate per gli alunni portatori di
handicap o in situazione di svantaggio/disagio.
La programmazione settimanale per la scuola primaria.
Le modalità di conduzione della classe, i criteri di valutazione degli alunni, l’organizzazione delle
attività.
I progetti interdisciplinari, le iniziative didattiche, le visite e i viaggi d’istruzione programmati.
Le annotazioni sugli alunni.
I verbali degli incontri del team-docenti.
La sintesi dei rapporti interni ed esterni dei docenti con le famiglie, gli operatori socio- sanitari, i
docenti di altri gradi di scuola.
ART. 16
CONSIGLIO DI CLASSE
Composto da tutti i docenti della classe, compreso l’insegnante di sostegno se è presente, e quattro
rappresentanti dei genitori, presiede il Dirigente Scolastico o un docente, in genere il coordinatore
della classe, da lui delegato. Ha il compito di formulare al Collegio dei docenti proposte in ordine
all’azione educativa e didattica e a iniziative di sperimentazione, valutazione periodica e finale degli
alunni, nonché quello di agevolare ed estendere i rapporti reciproci tra docenti, genitori ed alunni. Fra
le mansioni del Consiglio di Classe rientra anche quella relativa ai provvedimenti disciplinari a carico
degli studenti.
ART. 17
COMITATO PER LA VALUTAZIONE DEI DOCENTI
Il Comitato per la valutazione dei docenti, con durata triennale, è presieduto dal Dirigente Scolastico
ed è composto da sei membri: tre docenti, di cui due eletti dal Collegio docenti, ai sensi dell’art. 1,
comma 129, della legge 107/2015 e uno scelto dal Consiglio d’Istituto; due genitori scelti dal Consiglio
d’Istituto e un esperto nominato dall’U.S.R. È convocato dal Dirigente Scolastico a norma di legge ogni
volta che se ne presenti la necessità. Le funzioni di segretario sono attribuite ad uno dei docenti
membri del Comitato stesso.
Il Comitato per la valutazione dei docenti:
– provvede alla valutazione del servizio dei docenti che ne facciano richiesta;
– esprime un parere obbligatorio sul periodo di prova dei docenti a tempo indeterminato;
– formula i criteri per l’attribuzione del bonus da attribuire ai docenti in base al merito.
PARTE TERZA
Organizzazione dell’attività didattica
Orario delle lezioni
ART. 18
Scuola dell’Infanzia
Le attività si svolgono da lunedì a venerdì, dalle ore 8.10alle ore 16,10.
Entrata dei bambini: dalle ore8.10 alle ore9.10, con un margine di flessibilità di 10 minuti, durante i
quali i bambini saranno accolti al cancello dai collaboratori scolastici. Alle ore 9,20 il cancello verrà chiuso
e saranno ammessi solo i bambini il cui ritardo è dovuto a motivi di salute, previo avviso telefonico del
genitore alla scuola.
I bambini vengono consegnati personalmente all’insegnante o al collaboratore scolastico.
Uscita:a partire dalle ore 15,40 alle ore16.10.
I bambini saranno consegnati ai genitori o a persona delegata.
Per garantire la sicurezza degli alunni, i genitori non potranno sostare all’interno dell’edificio
scolastico.
ART. 19
Scuola Primaria
Le attività si svolgono da lunedì a venerdì.
Inizio lezioni per tutte le classi: ore 8.00 con un margine di flessibilità di 10 minuti, dopo di ché
saranno ammessi solo i bambini il cui ritardo è dovuto a motivi di salute.
Classi prime, seconde e terze con tempo scuola di 27 ore settimanali
Uscita: lunedì e mercoledì alle ore 14.00; martedì, giovedì e venerdì alle ore 13.00.
Classi quarte e quinte con tempo scuola di 29 ore settimanali
Uscita: lunedì, martedì, mercoledì e giovedì alle ore 14.00; venerdì alle ore 13.00.
I bambini saranno consegnati ai genitori o a persona delegata: gli alunni delle classi terze, quarte e
quinte, se autorizzati dai genitori potranno uscire da soli.
Per garantire la sicurezza degli alunni, i genitori non potranno entrare e sostare all’interno
dell’edificio scolastico compreso il cortile antistante.
ART. 20
Scuola Secondaria di primo grado
Tutte le classi (tempo scuola di 30 ore settimanali)
Le attività si svolgono da lunedì a venerdì.
Inizio lezioni: ore 8.00 con un margine di flessibilità di 10 minuti, dopo di ché gli alunni saranno
ammessi in classe alla seconda ora, con regolare giustificazione. Al quarto ingresso in seconda ora, gli
alunni saranno ammessi in classe solo se accompagnati da un genitore.
Uscita: alle ore 14.00
Intervallo
ART. 21
Scuola primaria e secondaria di primo grado
Gli alunni della primaria e della secondaria di primo grado usufruiranno di due intervalli necessari per
consumare la merenda il primo dalle ore 09,50 alle ore 10,10; il secondo dalle ore 11,55 alle 12,05.
Oltre che in classe, l’intervallo si potrà svolgere nei corridoi; in tale periodo e contesto, gli insegnanti
vigileranno con maggiore attenzione, evitando situazioni di eccessivo disordine.
Mensa
ART. 22
Durante la refezione, la sorveglianza e l’assistenza degli alunni è garantita dalle insegnanti e dai
collaboratori scolastici che organizzano i modi di accesso e di permanenza nel locale, di uscita dallo
stesso, orientano i comportamenti e svolgono la necessaria azione di carattere educativo riferita
all’alimentazione. Durante il pranzo gli alunni mantengono un comportamento adeguato, evitando, in
particolare, di muoversi in modo confuso e di parlare a voce alta. L’alunno che usufruisce della mensa
è tenuto a consegnare il buono di prenotazione.
Uscita
ART. 23
Concluso l’orario di lezione, gli alunni saranno preparati per l’uscita, che avrà luogo in maniera
ordinata, classe per classe.
Per gli alunni che ritornano a casa con lo scuolabus, la scuola è in possesso dell’elenco fornito dal
Comune di coloro che usufruiscono di tale servizio, su richiesta scritta della famiglia. Gli alunni sono
accompagnati dai collaboratori scolastici fino al cancello dove vengono presi in consegna dal
personale addetto al servizio scuolabus. Gli alunni che usufruiscono del servizio scuolabus secondo
giro sono vigilati negli spazi scolastici dai collaboratori, che provvederanno ad accompagnarli fino al
cancello dove vengono presi in consegna dal personale addetto al servizio scuolabus.
Il Dirigente scolastico può autorizzare, eccezionalmente, entrate posticipate o uscite anticipate, per tutto
l’anno scolastico o per parte di esso, per motivi di trasporto o altro grave motivo, previa domanda scritta
dei genitori; l’autorizzazione verrà inserita nel registro di classe.
Scioperi
ART. 24
La comunicazione di sciopero del personale docente e ATA, avviene attraverso pubblicazione all’albo
sindacale del sito e con circolare ai plessi. Successivamente, le famiglie sono informate circa le
modalità di erogazione del servizio prevedibile, sulla base delle notizie acquisite e delle possibilità
organizzative oggettivamente attivabili. In ogni caso, i genitori della scuola primaria e secondaria di
primo grado saranno avvisati con comunicazione scritta che dovrà essere firmata e riconsegnata
improrogabilmente all’insegnante della prima ora del giorno successivo.
Assemblee sindacali in orario di lezione
ART. 25
Il personale docente e A.T.A. ha diritto a partecipare, durante l’orario di lezione, ad assemblee
sindacali, in applicazione dei rispettivi C.C.N.L.
In tali occasioni le famiglie saranno informate con congruo anticipo e con avviso scritto da firmare e
consegnare improrogabilmente all’insegnante della prima ora del giorno successivo, circa eventuali
variazioni dell’orario dilezione.
Consumo di alimenti
ART. 26
Nessun alimento può essere portato all’esterno della mensa, fatta eccezione per la frutta e il pane che
saranno consegnati all’alunno che non li ha consumati durante il pranzo.
Lo svolgimento di feste durante le attività didattiche dovrà essere autorizzato dal Dirigente Scolastico,
se rientra in attività progettuali o feste tradizionali. Durante le feste potrà essere consumato cibo
esclusivamente confezionato. È fatto divieto di consumo di bevande alcoliche, gassate e di alimenti
prodotti in casa. Secondo normativa UE n° 852/2004.
Uso di cellulari
ART. 27
È vietato l’utilizzo di cellulari e/o tablet personali durante lo svolgimento delle attività didattiche,
tranne per gli alunni D.S.A., che lo utilizzano come strumento compensativo.
Gli alunni che portano a scuola qualsiasi strumentazione tecnologica personale, durante le lezioni
dovranno tenerla spenta. Se trovati con la strumentazione accesa, questa sarà prelevata e consegnata al
genitore alla fine della giornata.
I docenti durante lo svolgimento delle attività didattiche non possono utilizzare il cellulare che
dovranno tenere assolutamente spento o in posizione silenziosa.
Divieto di fumo
ART. 28
È assolutamente vietato fumare nei locali scolastici (aule, laboratori,mense,palestre,corridoi, bagni) e
negli spazi aperti di pertinenza della scuola.
Somministrazione Farmaci
ART. 29
Il personale della scuola non può somministrare agli alunni alcun tipo di medicinale o rimedio
omeopatico.
In caso di necessità di somministrazione di farmaci l’iter da seguire è il seguente:
– Certificazione medica attestante lo stato di malattia dell’alunno, la prescrizione del farmaco, la
descrizione delle modalità di somministrazione e conservazione. La somministrazione del farmaco
non deve richiedere alcuna formazione specialistica.
– Richiesta scritta da parte dei genitori di somministrazione del farmaco.
– Richiesta scritta del Dirigente ai docenti e ai collaboratori scolastici di dichiarazione alla
somministrazione e di indicazione del luogo di conservazione del farmaco.
– Autorizzazione scritta alla somministrazione da parte del Dirigente ai docenti e ai collaboratori
scolastici.
– Autorizzazione all’accesso in orario scolastico per la somministrazione dei farmaci al bambino per
il genitore, o per una persona delegata dal genitore, qualora l’alunno sia piccolo o il farmaco
richieda particolari modalità di somministrazione.
– In caso di malore di un bambino che faccia uso di farmaci, l’insegnante e i collaboratori scolastici
sono tenuti a chiamare il 118 e ad avvisare la famiglia.
Assicurazione
ART. 30
La Scuola, per la tutela degli studenti contro gli infortuni e la responsabilità civile, nonché per
salvaguardarsi dall’insorgere di contenziosi, richiede annualmente l’adesione degli studenti alla
polizza assicurativa d’Istituto.
Disposizioni Organizzative Di Sicurezza
ART. 31
La scuola è fornita di segnaletica, Piano di emergenza e di evacuazione. In ogni aula è presente la
planimetria con l’indicazione delle vie di fuga.
Periodicamente vengono effettuate simulazioni di evacuazione, secondo quanto previsto dalla
normativa vigente e dal Piano di emergenza, anche in collaborazione con le Forze dell’Ordine, la
Protezione Civile e le Associazioni di volontariato.
Tutto il personale è responsabile dell’informazione/formazione degli studenti sulle tematiche relative
alla sicurezza.
PARTE QUARTA
USO DEI LOCALI
ART. 32 PALESTRA
Gli alunni saranno accompagnati in palestra dal docente di educazione fisica e da un collaboratore
scolastico.
Essi devono utilizzare scarpe ed indumenti idonei. I docenti di sezione o di classe potranno solo
indicare il colore della tuta, senza fornire alcuna indicazione relativa a marche o negozi.
L’esonero momentaneo dalla lezione di educazione fisica (pur prevedendo comunque la presenza
fisica dell’alunno in palestra), sarà concesso dall’insegnante della disciplina, vista la giustificazione
scritta di un genitore da esibire all’inizio della lezione.
L’esonero temporaneo o permanente dalle lezioni di educazione fisica dovrà essere richiesto per
iscritto da un genitore e giustificato con certificato medico da consegnare in segreteria.
ART. 33 USO DEI LOCALI DA PARTE DI SOGGETTI TERZI
Per l’uso dei locali scolastici da parte di soggetti terzi si fa riferimento al “Nuovo Regolamento
contenente i criteri per la concessione in uso temporaneo e precario a terzi dei locali scolastici”.
PARTE QUINTA
ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA
UFFICI
ART. 34
L’ufficio di segreteria è aperto al pubblico da lunedì a venerdì dalle ore 10.00 alle ore 11.30; il
martedì e il giovedì, dalle ore 15.00 alle ore 17.00.
Il Dirigente Scolastico riceve i genitori il martedì e il giovedì e il personale nei giorni dispari dalle ore
10.00 alle ore 11.30.
In tutti gli altri casi, sarà possibile concordare un appuntamento con il Dirigente tramite telefono.
GESTIONE PRIVACY
ART. 35
Il Decreto Legislativo 196 del 30.06.2003 disciplina il trattamento e la protezione dei dati personali da
parte della Direzione. Titolare dei dati è il Dirigente Scolastico dell’I.C. “G. Galilei” di Maletto. I dati
forniti vengono trattati dall’Istituto Scolastico anche in forma elettronica. Il conferimento dei dati è
obbligatorio per lo svolgimento dei compiti amministrativi richiesti. In caso di rifiuto di conferimento
dei dati richiesti, non si potrà dare seguito alle richieste avanzate ed alle istanze inoltrate. Alle
famiglie, al personale insegnante, amministrativo ed ausiliario viene consegnata l’informativa ai sensi
del Codice in materia di protezione dei dati personali nella quale vengono spiegati i diritti/doveri degli
utenti in riferimento alla normativa vigente (D. Lgs.vo.196/2003).
RILASCIO DOCUMENTAZIONE
ART. 36
La segreteria provvede al rilascio di documentazioni e certificazioni, previa richiesta scritta degli
interessati. Qualsiasi certificato o documento è rilasciato nei tempi previsti dalla normativa vigente. È
previsto un orario di apertura al pubblico per ricevimento degli utenti per l’espletamento delle pratiche
burocratiche di iscrizione e di trasferimento che, nel limite del possibile, saranno evase al momento.
INFORMAZIONI AGLI UTENTI
ART. 37
Tutte le informazioni che riguardano la vita scolastica nei suoi vari aspetti vengono comunicate per
iscritto con circolare del Dirigente Scolastico. Il Regolamento d’Istituto ed altre comunicazioni
riguardanti la composizione degli Organi Collegiali sono pubblicati all’albo del sito della scuola, così
come le deliberazioni del Consiglio d’Istituto.
SITO WEB
ART. 38
L’I.C. “G. Galilei” ha attivato un Sito Web con il seguente U.R.L. www.icmaletto.edu.it.
Nel sito sono pubblicati i documenti fondamentali dell’Istituto che permettono di chiarire l’identità
culturale e progettuale della scuola.
PARTE SESTA
PERSONALE DELLA SCUOLA
DOCENTI: ORARIO – OBBLIGHI – VIGILANZA
ART. 39
Il personale docente osserva l’orario di servizio previsto dal vigente C.C.N.L. SCUOLA, nel
rispetto della normativa in vigore, in base alle esigenze della Scuola per la realizzazione delle
attività educative e didattiche del PTOF.
Gli obblighi di lavoro del personale docente sono finalizzati allo svolgimento delle attività di
insegnamento, di programmazione, di valutazione, di progettazione, di ricerca e documentazione
necessarie all’efficace svolgimento dei processi formativi.
I docenti sono obbligati ad assumere il loro servizio cinque minuti prima dell’inizio del proprio
orario di servizio e assicurano la vigilanza sugli alunni in ogni momento della giornata, fino
all’uscita con la riconsegna degli alunni, al termine delle attività didattiche, secondo le modalità
stabilite dalla normativa vigente e del regolamento d’istituto.
PERSONALE AMMINISTRATIVO: ORARIO – OBBLIGHI – VIGILANZA
ART. 40
Il personale amministrativo osserva l’orario di servizio previsto dal vigente C.C.N.L. SCUOLA, nel
rispetto della normativa in vigore, in base alle esigenze della Scuola per la realizzazione delle
attività educative e didattiche del PTOF.
L’articolazione dell’orario di lavoro può essere perseguita sia attraverso l’istituto della flessibilità
dell’orario che con opportune turnazioni. Tali istituti possono anche coesistere al fine di rendere
concreta la gestione flessibile e mirata dell’organizzazione dei servizi, della dinamica degli organici
e dei carichi dei lavori.
All’inizio di ciascun anno scolastico, il DSGA, sentito il personale amministrativo, secondo la
direttiva del DS, propone la modalità di organizzazione dei compiti e delle funzioni di ciascuno.
COLLABORATORI SCOLASTICI: ORARIO – OBBLIGHI – VIGILANZA
ART. 41
Il personale ausiliario osserva l’orario di servizio previsto dal vigente C.C.N.L. SCUOLA, nel
rispetto della normativa in vigore, in base alle esigenze della Scuola per la realizzazione delle
attività educative e didattiche del PTOF.
All’inizio di ciascun anno scolastico, il DSGA, sentito il personale ausiliario, secondo la direttiva
del DS, definisce i compiti di ciascuno, con riguardo ai reparti ed agli ambienti da pulire, agli
incarichi e all’assistenza agli alunni portatori di handicap, alle eventuali prestazioni di lavoro
straordinario e ore di servizio aggiuntive ai normali obblighi da coprire con riposi compensativi
(recuperi) o da retribuire con un compenso, secondo quanto stabilito nella contrattazione integrativa
d’istituto.
I collaboratori scolastici contribuiscono al complessivo funzionamento didattico e sorvegliano gli
alunni in caso di ritardo, di uscita dalle classi, nei corridoi e negli spazi antistanti i bagni.
Sorvegliano gli alunni in caso di allontanamento momentaneo dell’insegnante.
PARTE SETTIMA
FAMIGLIE
ASSEMBLEE DEI GENITORI – DIRITTO DI ASSEMBLEA
ART. 42
I genitori hanno diritto di riunirsi in Assemblea nei locali della scuola secondo le modalità previste
dagli articoli 12 e 15 del Testo Unico del 16 aprile 1994, n. 297. Le assemblee si svolgono fuori
dell’orario delle lezioni. L’Assemblea dei genitori può essere di classe, sezione o di Istituto.
ASSEMBLEA DI SEZIONE O DI CLASSE
ART. 43
L’Assemblea di sezione o di classe è presieduta da un genitore eletto nel Consiglio di Intersezione o
Interclasse. È convocata con preavviso di almeno cinque giorni. La convocazione può essere richiesta:
dagli insegnanti;
da un quinto delle famiglie degli alunni della sezione/classe.
L’autorizzazione a tenere l’assemblea va inoltrata al Dirigente Scolastico, chiedendo contestualmente
l’uso dei locali. Il richiedente provvede, anche tramite gli insegnanti, a diramare gli avvisi di
convocazione e i contenuti dell’ordine del giorno alle famiglie. L’Assemblea è valida qualunque sia il
numero dei presenti.
Dei lavori dell’Assemblea viene redatto succinto verbale, a cura di uno dei componenti. Copia del
verbale viene inviata alla Dirigenza. Possono partecipare alle riunioni, con diritto di parola, il
Dirigente Scolastico e gli insegnanti di classe.
ASSEMBLEA DELL’ISTITUZIONE SCOLASTICA
ART. 44
L’Assemblea è presieduta da uno dei genitori, componenti il Consiglio d’Istituto. L’Assemblea è
convocata dal Presidente con preavviso di almeno cinque giorni e può essere richiesta:
-da un quinto dei genitori eletti nei Consigli di Classe, Interclasse o Intersezione;
-dal Consiglio di Istituto;
-dal Dirigente Scolastico.
Il Presidente chiede per iscritto l’autorizzazione a tenere l’Assemblea e provvede, anche tramite gli
insegnanti, a diramare gli avvisi di convocazione, con l’ordine del giorno, alle famiglie.
L’Assemblea è valida qualunque sia il numero dei presenti. Dei lavori dell’Assemblea viene redatto
succinto verbale, a cura di uno dei partecipanti incaricato dal Presidente. Copia del verbale viene
consegnata alla Dirigenza. Possono partecipare alle riunioni, con diritto di parola, il Dirigente
Scolastico e i docenti.
SVOLGIMENTO DELLE ASSEMBLEE
ART. 45
In apertura dei lavori, i promotori dell’assemblea propongono la persona a cui affidare la presidenza
della riunione; questa viene designata per acclamazione. Il Presidente designa tra i presenti il
Segretario della riunione. È impegno del Presidente e di tutti i presenti garantire il massimo ordine e
la correttezza dello svolgimento dei lavori, del dibattito, delle proposte da porre in votazione. È
impegno, inoltre, del Presidente e del Segretario, trasmettere agli altri organi collegiali e alla
Dirigenza le risoluzioni finali e l’estratto dei verbali che riguardino problemi o proposte sulla vita e
sul funzionamento della scuola che richiedano atti conseguenti. Per consentire un regolare
svolgimento delle assemblee dei genitori e degli incontri individuali con gli insegnanti, i genitori
che partecipano sono invitati a evitare la presenza dei figli. La presenza del personale ausiliario
deve essere assicurata in occasione di incontri degli insegnanti con i genitori, di assemblee e
manifestazioni che prevedono la presenza di pubblico.
COMITATO DEI GENITORI
ART. 46
I genitori eletti come rappresentanti nei consigli di intersezione e interclasse possono esprimere un
proprio comitato, secondo quanto stabilito dall’art. 15 comma 2 del D.Lgs. 297/94 – Testo Unico.
Affinché la costituzione di tale Comitato possa essere riconosciuta è necessario che venga redatto
uno statuto, che questo venga approvato dall’assemblea dei rappresentanti e che venga nominato un
Presidente. Altre eventuali cariche (Vicepresidente, Segretario, Coordinatori ecc..) sono facoltative.
Il Comitato dei Genitori ha la possibilità di esprimere proposte e pareri di cui il Collegio Docenti e
il Consiglio d’Istituto tengono conto ai fini della messa a punto del P.T.O.F. e dei progetti di
sperimentazione.
RAPPORTI SCUOLA – FAMIGLIA
ART. 47
I momenti d’incontro tra i genitori e gli insegnanti sono occasioni privilegiate per fornire
informazioni sulla vita della scuola e sul percorso formativo degli alunni. Le assemblee e i colloqui
si svolgeranno in conformità con il Piano annuale delle attività deliberato dal Collegio Docenti.
Altri colloqui individuali con i singoli docenti sono possibili, previo appuntamento, nell’orario di
ricevimento settimanale pubblicato nel sito dell’Istituzione scolastica.
Ulteriori assemblee di classe dei genitori, da svolgersi nei locali delle scuole dell’Istituto, possono
essere convocate dai genitori eletti dai Consigli di Intersezione, di Interclasse e di classe. La
richiesta deve pervenire al Dirigente Scolastico almeno con 5 giorni d’anticipo.
Per consentire un regolare svolgimento delle assemblee dei genitori e degli incontri individuali con
gli insegnanti, i genitori che partecipano sono invitati a evitare la presenza dei figli.
COMUNICAZIONI SCUOLA – FAMIGLIA
ART. 48
Ogni comunicazione nelle sezioni dell’infanzia viene data alle famiglie dalle insegnanti; nelle classi
della scuola primaria e della scuola Secondaria sarà utilizzato il diario come mezzo di
comunicazione.
ACCESSO DI GENITORI E/O PERSONE ESTRANEE AI LOCALI SCOLASTICI
ART. 49
Non è consentito l’accesso nei locali della scuola ai genitori e/o a persone estranee durante le
attività didattiche, fatte salve le esigenze di accoglienza della scuola dell’infanzia ed eventuali
autorizzazioni del Dirigente Scolastico.
PARTE OTTAVA
ALUNNI
SCUOLA DELL’INFANZIA
ART. 50
La scuola dell’infanzia costituisce un sistema di opportunità educative che favoriscono, in stretta
integrazione con le famiglie, l’armonico, integrale e pieno sviluppo delle potenzialità delle bambine
e dei bambini dai 3 ai 6 anni.
L’azione formativa si fonda sui seguenti principi:
– stretta integrazione con le famiglie, riconosciute co-protagoniste del progetto educativo, e rispetto
dei loro diritti all’informazione, alla partecipazione e alla condivisione delle attività realizzate
all’interno della scuola;
– condivisione delle responsabilità genitoriali fra genitori e scuola;
– promozione di raccordi con le altre istituzioni educative e scolastiche presenti sul territorio, con i
servizi sociali e sanitari, nonché con le altre istituzioni e agenzie le cui attività interessano la realtà
dell’infanzia;
– sviluppo di percorsi educativi di continuità verticale con la scuola primaria.
– sviluppo di percorsi educativi di continuità orizzontale con le famiglie e con il territorio.
FORMAZIONE DELLE SEZIONI E DELLE CLASSI
ART. 51
Le sezioni e le classi vengono formate secondo i criteri individuati dal Collegio Docenti e deliberati
dal Consiglio di Istituto.
RITARDI
ART. 52
Gli alunni sono tenuti a rispettare l’orario di ingresso alla scuola al fine di assicurare un regolare e
corretto svolgimento delle lezioni, nonché il rispetto del diritto allo studio personale e degli altri
componenti della classe. Gli alunni in ritardo rispetto all’orario sono, comunque, ammessi in classe
alla seconda ora e giustificheranno il ritardo il giorno successivo.
RITARDI IN USCITA
ART. 53
In caso di ritardo eccessivo da parte dei genitori, i collaboratori autorizzati garantiranno la vigilanza
nei confronti dell’alunno. Nei casi in cui il ritardo perduri, e solo dopo aver esperito tutte le altre
possibilità, ne verrà data comunicazione al Dirigente Scolastico che, se opportuno, si rivolgerà alla
Polizia Municipale o ai Carabinieri, ai quali consegnerà il bambino affinché sia assistito e riportato
a casa.
USCITE ANTICIPATE
ART. 54
In caso di uscita anticipata, i docenti annoteranno sul registro di classe la motivazione dell’anticipo
dell’uscita, che sarà sottoscritta dal genitore o da persona delegata. Spetta ai collaboratori scolastici
e ai docenti il controllo del soggetto che richiede l’uscita anticipata dell’alunno. Nel caso in cui tali
richieste siano frequenti, i docenti ne daranno avviso all’insegnante Referente per la dispersione
scolastica o al Dirigente Scolastico. In nessun caso potrà essere consentito agli alunni di uscire da
soli dalla scuola prima dell’orario di uscita.
MALORI IMPROVVISI DEGLI ALUNNI
ART. 55
Nel caso di problemi di salute che non consentano la permanenza a scuola degli alunni, i docenti
provvederanno ad avvisare tempestivamente la famiglia. In caso di emergenza si chiederà
l’intervento urgente delle strutture sanitarie, avendo cura di avvisare comunque la famiglia
dell’interessato/a.
INFORTUNI DEGLI ALUNNI
ART. 56
In caso di incidenti durante l’orario scolastico, i docenti segnaleranno tempestivamente l’accaduto
alla famiglia e all’Ufficio di segreteria, completando le operazioni con la redazione di una relazione
dettagliata su modello predisposto dalla segreteria.
USO DEI SERVIZI IGIENICI
ART. 57
I servizi igienici vanno utilizzati in modo corretto, rispettando le più elementari norme di igiene e
pulizia.
PAUSA DIDATTICA
ART. 58
Durante la pausa didattica, comunemente definita “ricreazione”, è vietato correre, tenere
comportamenti pericolosi per la propria e l’altrui incolumità, sporcare pavimenti e arredi, lasciare in
giro carte, involucri e contenitori. Tutti gli alunni potranno restare nelle proprie classi o recarsi,
sotto la stretta vigilanza dell’insegnante, nel cortile. Si potrà usufruire del cortile anche in orario non
coincidente con la pausa didattica.
ASSENZE E RITARDI ABITUALI
ART. 59
Tutte le assenze devono essere giustificate dai genitori sul diario o sul libretto delle giustificazioni.
Le assenze per motivi di salute dopo i dieci giorni consecutivi vanno giustificate con la consegna di
un certificato medico che attesta la guarigione dell’alunno. Nel caso in cui si verifichino numerose
assenze saltuarie, anche se giustificate, ne verrà data comunicazione al Referente per la Dispersione
scolastica che convocherà la famiglia e, se opportuno, il Sindaco e i servizi sociali comunali. Nelle
riunioni dei Consigli, saranno discussi i casi di frequenza saltuaria e di alunni ritardatari abituali; i
docenti comunicheranno ai genitori, tramite nota scritta, le possibili conseguenze di tali ritardi.
PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ
ART. 60
Tra scuola e famiglia si stabilisce un patto di corresponsabilità educativa per definire in maniera
dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e
famiglie.
ABBIGLIAMENTO
ART. 61
Nella scuola dell’infanzia gli alunni indosseranno giornalmente il grembiulino; per le uscite e per
particolari attività useranno la tuta.
Nella scuola primaria è previsto l’uso del grembiule blu.
Durante le ore di educazione fisica, tutti gli alunni indosseranno scarpe ginniche e tute. I docenti
non devono assolutamente indicare marche o negozi per l’acquisto della tuta.
MATERIALE SCOLASTICO E OGGETTI PERSONALI
ART. 62
Gli alunni sono tenuti a portare a scuola solo l’occorrente per le lezioni e l’eventuale merenda
(seguire le indicazioni dei docenti per evitare squilibri nutrizionali). Essi non devono portare in
classe denaro o oggetti di valore, consapevoli che la scuola non è responsabile del loro smarrimento
o deterioramento.
Gli alunni non possono farsi recapitare a scuola, durante le lezioni, quanto hanno dimenticato a casa
(libri, materiale didattico, merende).
RISARCIMENTO DEI DANNI
ART. 63
Gli alunni devono rispettare i beni collettivi mantenendo l’ordine e la pulizia dei locali che li
ospitano. Ogni alunno è responsabile dell’integrità degli arredi e del materiale didattico che la
scuola gli affida: coloro che provocheranno danni al materiale e/o alle suppellettili della scuola o del
Comune dovranno risarcire i danni.
SANZIONI
ART. 64
Per le sanzioni relative ai comportamenti scorretti degli alunni si fa riferimento al seguente
Regolamento disciplinare.
PARTE NONA
REGOLAMENTO DISCIPLINARE
PREMESSA
ART. 65
Nella Comunità scolastica i disagi relazionali e le mancanze vanno affrontati facendo ricorso a
metodi utili a favorire la motivazione quali, ad esempio, l’esortazione, l’esempio, la ricerca continua
e tenace del dialogo. Saranno presi in considerazione l’assegnazione di premi agli alunni che si
distinguono per i comportamenti corretti.
La comunità scolastica e la famiglia dovranno impegnarsi per favorire negli alunni la
consapevolezza che la conoscenza e il sapere contribuiscono allo sviluppo della persona e alla
costruzione del benessere sociale.
SANZIONI
ART. 66
Le situazioni di “rottura” della convivenza civile potranno essere risolte anche mediante determinate
sanzioni.
Le sanzioni disciplinari sono ispirate ai principi di gradualità, proporzionalità, giustizia; tendono al
rafforzamento del senso di responsabilità, al ripristino dei rapporti corretti all’interno della
Comunità scolastica e devono tenere conto della situazione personale dello studente.
La responsabilità disciplinare è personale. La sanzione, nell’ambito della Comunità scolastica, è
pubblica e viene adottata secondo criteri di trasparenza, deve essere proporzionale all’infrazione,
deve essere tempestiva ed avere una durata limitata nel tempo.
Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima chiamato ad esporre
le proprie ragioni.
Le sanzioni, per quanto possibile, si ispirano al principio della riparazione del danno e devono
essere convertibili in attività in favore della Comunità scolastica; la riparazione non estingue la
mancanza rilevata.
Le sanzioni si intendono applicabili per le stesse tipologie di comportamento anche in situazioni
scolastiche che si svolgano fuori dei locali dell’istituto e/o in orario extrascolastico: laboratori
extrascolastici, uscite, visite guidate, viaggi d’istruzione e in occasione di particolari progetti
didattici.
L’applicazione di una sanzione non esclude la responsabilità dell’alunno in merito al risarcimento
degli eventuali danni arrecati.
NORME GENERALI
ART. 67
Gli alunni sono tenuti a rispettare le norme di comportamento civile:
– non devono usare linguaggio offensivo e scurrile (parolacce, bestemmie, offese, ecc.);
– non devono assumere atteggiamenti poco corretti (masticare gomme americane, tenere
il cappello all’interno della scuola, ecc.) o provocatori nei confronti di insegnanti, del
personale della scuola e dei compagni;
– non devono usare violenza nei confronti dei compagni;
– non devono disturbare in alcun modo le lezioni;
– non devono prendere oggetti senza permesso, manomettere o nascondere per nessun
motivo il materiale altrui.
COMPORTAMENTI SCORRETTI – SANZIONI – ORGANI COMPETENTI
(DPR 249/1998 Regolamento recante lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola. Da
ultimo aggiornato dal DPR 134/2025)
ART. 68
I comportamenti scorretti, le sanzioni e gli organi competenti ad irrogare le sanzioni sono esplicitati
nella tabella seguente:
COMPORTAMENTI SCORRETTI SANZIONI E ORGANI COMPETENTI
– Inosservanza abituale nell’assolvimento dei
doveri scolastici: dimenticanze reiterate di
materiale, mancato svolgimento degli
impegni di studio e inadempienza rispetto
alle consegne, mancanza di attenzione,
disturbo della lezione.
a) Richiamo verbale scritto dell’insegnante,
con eventuale convocazione della famiglia.
– Assenze o ritardi reiterati.
a) Richiamo scritto dell’insegnante o del
Dirigente scolastico, con eventuale convocazione
della famiglia.
– Danneggiamento e/o sottrazione di oggetti di
proprietà privata di compagni e adulti.
– Comportamenti verbali irrispettosi e/o
offensivi nei confronti di compagni e adulti.
a) Richiamo scritto dell’insegnante o del
Dirigente scolastico, convocazione della famiglia
e restituzione dell’oggetto integro con richiesta di
scuse all’offeso.
b) Esclusione dalle uscite didattiche, dai
viaggi d’istruzione, da manifestazioni varie,
scolastiche ed extrascolastiche.
c) Deliberato dal Consiglio di classe con
adeguata motivazione, allontanamento dalle
lezioni fino a due giorni, attività di
approfondimento sulle conseguenze dei
comportamenti che hanno determinato il
provvedimento disciplinare. Tali attività sono
svolte presso l’istituzione scolastica.
– Comportamenti violenti che danneggiano le
strutture scolastiche o gli arredi all’interno
della scuola e durante le uscite didattiche.
– Comportamenti violenti, lesivi
dell’incolumità di compagni e adulti (atti di
bullismo, pestaggi, estorsioni, possesso e/o
uso di oggetti/sostanze pericolose).
– Acquisizione e divulgazione di immagini,
registrazioni vocali o filmati, non
autorizzati.
a) Richiamo scritto dell’insegnante o del
Dirigente scolastico e recupero del danno e/o
richiesta di scuse all’offeso.
b) Esclusione dalle uscite didattiche, dai
viaggi d’istruzione, da manifestazioni varie,
scolastiche ed extrascolastiche.
c)Allontanamento dalle lezioni da tre a 15 giorni ,
secondo quanto deciso dal Consiglio di classe con
adeguata motivazione, con attività di cittadinanza
attiva e solidale. Inoltre il consiglio di classe, può
deliberare, la prosecuzione delle attività di
cittadinanza attiva e solidale anche dopo il rientro
nel gruppo classe.
– Possesso e uso, in classe e durante le uscite
didattiche, di oggetti impropri o usati
impropriamente.
a) Richiamo scritto dell’insegnante, con
eventuale convocazione della famiglia.
b) Esclusione dalle uscite didattiche, dai viaggi
d’istruzione, da manifestazioni varie, scolastiche
ed extrascolastiche.
c)In caso di reiterazione dell’infrazione possibile
allontanamento dalle lezioni fino a due giorni
deliberato dal Consiglio di classe con adeguata
motivazione, con attività di approfondimento sulle
conseguenze dei comportamenti che hanno
determinato il provvedimento disciplinare. Tali
attività sono svolte presso l’istituzione scolastica.
– Uso del telefono cellulare a) Richiamo scritto dell’insegnante e
conservazione dell’oggetto in segreteria da
restituire al termine delle lezioni alla famiglia.
– Comportamenti illeciti: falsificazione della
firma dei genitori, furto o danneggiamento di un
documento ufficiale
– Violazione dell’obbligo dell’osservanza delle
disposizioni organizzative e di sicurezza durante
visite guidate, viaggi di istruzione, manifestazioni
esterne …
a) Richiamo scritto dell’insegnante o del
Dirigente scolastico, con eventuale convocazione
della famiglia.
d) Esclusione dalle uscite didattiche, dai
viaggi d’istruzione, da manifestazioni varie,
scolastiche ed extrascolastiche.
c)Allontanamento dalle lezioni da tre a 15 giorni,
secondo quanto deciso dal Consiglio di classe con
adeguata motivazione, con attività di cittadinanza
attiva e solidale. Il consiglio di classe, può
deliberare, la prosecuzione delle attività di
cittadinanza attiva e solidale anche dopo il rientro
nel gruppo classe.
COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO
ART. 69
L’efficacia dei provvedimenti sanzionatori è condizionata dalla immediatezza e tempestività della
reazione: queste sanzioni, tenuto conto della finalità educativa e dell’età degli allievi, per essere da
loro comprese e concorrere alla modifica dei comportamenti scorretti, debbono essere il più
possibile immediate e “vicine” ai comportamenti irregolari, in modo tale da far percepire all’alunno
il rapporto causa-effetto (comportamento irregolare-sanzione).
Di tali provvedimenti verrà data comunicazione scritta ai genitori dell’alunno.
Per le sanzioni gravissime, va data comunicazione dell’avvio del procedimento alla famiglia dello
studente, da parte del Dirigente Scolastico, anche attraverso posta elettronica certificata,
raccomandata a mano, fonogramma.
Sarà facoltà del Dirigente Scolastico convocare i genitori al fine di tentare una concertazione degli
atteggiamenti comunicativi e comportamentali da tenere verso l’alunno, allo scopo di ricercare la
coerenza educativa ottimale tra scuola e famiglia.
Nel caso in cui nell’evento rilevante ai fini disciplinari siano stati coinvolti altri allievi in qualità di
parti lese, essi e le loro famiglie devono essere avvisati come contro interessati.
ASSUNZIONE DEL PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE A CURA DEL CONSIGLIO
D’ISTITUTO
ART. 70
Il Consiglio d’Istituto viene convocato entro il termine minimo di cinque giorni dall’audizione in
contraddittorio. In seduta, viene acquisito il verbale di audizione. Nella deliberazione della
sanzione, deve essere specificata in modo dettagliato la motivazione che ha portato al
provvedimento. La comunicazione del provvedimento disciplinare assunto viene data alla famiglia
dell’alunno interessato dal Dirigente Scolastico, in forma scritta. La comunicazione deve riportare
gli estremi della deliberazione, l’entità della sanzione e le eventuali sanzioni accessorie, la
motivazione, la decorrenza e la durata della sanzione, i termini e l’organo presso cui adire eventuali
impugnazioni. Il provvedimento disciplinare è immediatamente esecutivo.
A. I danni arrecati al patrimonio vanno risarciti da parte dei responsabili, secondo la
normativa vigente.
B. La sanzione dell’allontanamento dalle lezioni può essere assunta “con obbligo di
frequenza”. Nel periodo in cui il minore è allontanato dalle lezioni, sarà vigilato
da insegnanti della scuola o collocato in altre classi della scuola e impegnato in
attività didattiche o sociali.
C. Gli effetti dei provvedimenti disciplinari, anche ai fini della recidiva, sono
limitati all’anno scolastico di riferimento. In caso di trasferimento ad altro
istituto anche in corso d’anno o di passaggio ad altro grado di scuola, la sanzione
viene comunicata al nuovo istituto che potrà disporne l’assolvimento.
D. Nel caso in cui si iscrivesse alla scuola un alunno proveniente da altro istituto e
quest’ultimo comunicasse una sanzione pendente, il Dirigente Scolastico ne darà
esecuzione nei termini fissati dall’Istituto di provenienza.
E. Avverso i provvedimenti assunti dai docenti è ammesso reclamo verbale o
scritto al Dirigente Scolastico entro 15 giorni. Il Dirigente Scolastico verifica i
fatti sentendo i docenti coinvolti e quindi risponde in merito al reclamo,
verbalmente, se il reclamo è stato posto oralmente, per iscritto se il reclamo è
stato posto in forma scritta, entro 30 giorni. Avverso i provvedimenti assunti dal
Consiglio di Classe è ammesso reclamo scritto entro 15 gg. dalla comunicazione
del provvedimento all’Organo di Garanzia, interno alla scuola. Tale Organo,
sentite le motivazioni delle parti si pronuncia in merito al reclamo entro 30
giorni, comunicando all’interessato le decisioni assunte. In alternativa è
ammesso ricorso al TAR competente entro 60 giorni.
Viaggi d’istruzione
ART. 71
1. Nell’Istituto Comprensivo si realizzano, in quanto momento privilegiato di conoscenza,
comunicazione e socializzazione, i viaggi di istruzione, le visite guidate a musei, mostre,
manifestazioni culturali, di interesse didattico o professionale, lezioni con esperti e visite a enti
istituzionali o amministrativi, la partecipazione ad attività teatrali e sportive, i soggiorni presso
laboratori ambientali, la partecipazione a concorsi provinciali, regionali, nazionali, a campionati o gare
sportive, a manifestazioni culturali o didattiche, i gemellaggi con scuole italiane o estere.
2. Tali attività vanno sottoposte preliminarmente al consiglio di Interclasse completo per la scuola
primaria.
La proposta deve contenere:
– La destinazione e il programma analitico del viaggio;
-L’indicazione del periodo o della data presumibile del viaggio;
– La relazione illustrativa degli obiettivi culturali e didattici dell’iniziativa;
– L’indicazione nominativa del docente referente e degli accompagnatori;
-L’ammontare presumibile del contributo a carico della famiglia.
3. Qualora si prevede un costo pro-capite superiore ai trenta euro è necessario il consenso scritto dei
genitori della totalità degli alunni della classe interessata della scuola primaria.
4. Se l’iniziativa interessa un’unica classe sono necessari 2 accompagnatori, se più classi, 1 ogni
15 alunni e un accompagnatore ogni uno/due alunni in situazione di handicap. E’ necessario comunque
indicare un accompagnatore in più per ogni classe per subentro in caso di imprevisto.
5. Le proposte ai Consigli di interclasse o di classe per la secondaria devono essere formulati entro il
31 ottobre al fine dell’approvazione del Piano annuale dei viaggi di istruzione e il suo inserimento nel
Piano dell’offerta formativa, da parte del Collegio dei docenti e del Consiglio di circolo entro la data
del 15 novembre.
6. Si auspica la partecipazione maggioritaria della classe. Nessun alunno dovrà comunque essere
escluso dai viaggi di istruzione o dalle visite guidate per ragioni di carattere economico a giudizio del
consiglio di classe. Pertanto, si dovrà contenere il costo del viaggio evitando spese non indispensabili.
7. Per la scuola secondaria le uscite didattiche e i viaggi di istruzione sono organizzati in presenza
della partecipazione dei tre quarti degli alunni. Solo per situazioni particolarmente meritevoli in
termini di comportamento e di rendimento, il Consiglio di Classe potrà valutare l’eventuale decisione
di far partecipare all’iniziativa anche un numero limitato di alunni, con provvedimento motivato. E’
prevista la possibilità come da regolamento di precludere il coinvolgimento nelle uscite didattiche di
alunni che assumono comportamenti poco rispettosi. Pertanto il Consiglio di classe individuerà gli
alunni che, in base al comportamento, non parteciperanno alle uscite didattiche.
Ogni classe potrà partecipare a visite didattiche o viaggi di istruzione nell’ambito dell’orario scolastico
giornaliero. I singoli Consigli di classe della scuola secondaria e le classi quinte primaria oltre ai
viaggi d’istruzione di cui sopra, possono proporre visite guidate di più giorni il cui costo si stabilirà di
volta in volta.
I viaggi si possono effettuare nel territorio regionale e anche al di fuori de della regione con una durata
superiore alle 24 ore per la scuola primaria e secondaria.
10. Tutti i partecipanti a qualsiasi viaggio di istruzione devono essere coperti da assicurazione
contro gli infortuni.
11. Non è ammessa la partecipazione di genitori degli alunni, fatte salve eventuali situazioni motivate
da esigenze di salute adeguatamente documentate e/o laddove necessita di un accompagnatore
12. Il Collegio dei Docenti individua ogni anno un coordinatore del Piano Viaggi dell’istituto
scolastico all’interno di una funzione strumentale.
13. Almeno 10 giorni prima della data prevista per il viaggio, vanno consegnati al coordinatore dei
viaggi, a cura del referente della singola iniziativa, i documenti indicati al punto 3, unicamente a:
– dichiarazioni di consenso delle famiglie;
– elenco nominativo degli accompagnatori e dichiarazioni sottoscritte circa l’assunzione
dell’obbligo della vigilanza
– ricevute dei versamenti all’istituto
I docenti accompagnatori devono portare con sé:
– gli elenchi dei partecipanti
– l’elenco dei numeri telefonici della scuola
– Una cassetta di pronto soccorso
14.Al rientro il referente riferirà al Dirigente dell’esito del viaggio e di eventuali inconvenienti.
15.Le uscite nel territorio comunale, che non prevedono l’uso di mezzi di trasporto, devono essere
inserite nella progettazione della classe, comunicati al Dirigente scolastico e ai genitori, ai quali va
richiesta la sottoscrizione di una autorizzazione all’inizio dell’anno scolastico.
16.Relativamente alla scuola dell’infanzia, potranno realizzarsi viaggi di istruzione, nel rispetto delle
norme di cui ai punti precedenti e con i seguenti vincoli:
-Motivazione: la visita deve essere ritenuta necessaria per la realizzazione di uno specifico progetto o
unità di apprendimento inserita nella progettazione annuale,
-Destinazione: entro il territorio provinciale:
-Durata: non oltre le 10 ore;
-Accompagnatori: almeno uno ogni 8 alunni e un genitore per alunno;
-Automezzo: con sedili forniti di cinture di sicurezza.
17.Eventuali deroghe al presente Regolamento possono essere autorizzate dal Consiglio d’Istituto.
APPROVATO DAL COLLEGIO DEI DOCENTI IN DATA 18/12/2025
APPROVATO DAL CONSIGLIO DI ISTITUTO IN DATA 18/12/2025